Cambio di prospettiva 10
«Parlare di emozioni
significa fare
psicologia»
Un dubbio legittimo,
che nasce da un equivoco.
Una difficoltà comune
Tra due sensazioni
Da una parte
Senti che le emozioni influenzano il benessere della persona.
Dall’altra
Temi di entrare in un territorio che non ti compete.
L’equivoco
Ascoltare non è fare psicologia

Così come osservare una postura non è fare fisioterapia, e notare un arrossamento non è fare dermatologia.

Ogni professione
Ha il proprio punto di vista, i propri strumenti e i propri limiti.
Il tuo ruolo è più semplice
E proprio per questo prezioso.

Non devi interpretare le emozioni della cliente, né analizzarle o cercarne le cause.

Accogliere. Ascoltare. Creare uno spazio in cui la persona possa sentirsi rispettata.

Se una cliente racconta un momento difficile, non serve la risposta perfetta.
Spesso basta esserci.
Una presenza autentica vale più di un consiglio non richiesto
Il valore del silenzio
E se non vuole parlare?

Va bene così. Il silenzio, quando è rispettato, è anch’esso una forma di ascolto.

La relazione cresce
Non quando si affrontano argomenti profondi, ma quando la cliente si sente accolta senza essere giudicata, indirizzata o invasa.
Conoscere la differenza
Relazionale, non terapeutica
Competenza relazionale
Accogliere, ascoltare, rispettare: è il tuo campo.
Competenza terapeutica
Interpretare e curare: appartiene ad altri professionisti.
Ti permette di lavorare con serenità, rispettando il tuo ruolo e quello degli altri.
Ascoltare non significa interpretare.
Accogliere non significa curare.
Lo Sguardo KEMEN®
Cambio di prospettiva 10
Uno spazio in cui
sentirsi vista.
Rispettata e ascoltata:
è spesso da lì che nasce la fiducia.