Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
Stress acuto
Quando lo stressor è improvviso
e serve una risposta rapida.
Una delle forme più evidenti di risposta allo stress
Un’auto che arriva

Stai attraversando la strada e ti accorgi che un’auto arriva molto più veloce del previsto. Non c’è tempo per analizzare e decidere ogni passaggio.

Il corpo si prepara
Il cuore accelera, il respiro cambia, l’attenzione si restringe su ciò che è prioritario, i muscoli ricevono più risorse.
La caratteristica fondamentale dello stress acuto
è la rapidità.
Cambiare assetto in pochi istanti
Tra le prime componenti coinvolte: il sistema simpatico
Una risposta coordinata
Cuore
Più frequenza e forza di contrazione.
Respiro
La respirazione si modifica.
Circolazione
Cambia la distribuzione del sangue.
Vigilanza
L’attenzione aumenta.
Energia
Risorse rese subito disponibili.
Non una singola reazione, ma una risposta dell’intero organismo.
I messaggeri della risposta rapida
Adrenalina e noradrenalina.

Sono entrambe catecolamine. La noradrenalina viene rilasciata soprattutto dalle terminazioni del sistema simpatico.

L’adrenalina viene rilasciata in quantità importanti dalla midollare del surrene, entra nel sangue e raggiunge diversi tessuti. Il risultato è una comunicazione estremamente rapida.

Non solo «accelerare»
Modificazioni non casuali

Il cuore può aumentare la sua attività, il respiro intensificarsi, la vigilanza crescere, le risorse essere ridistribuite.

L’obiettivo
Rendere disponibili in fretta le risorse necessarie per affrontare la richiesta.
È la stessa logica del simpatico: cambiare assetto in modo coordinato.
Il corpo non aspetta che la mente abbia finito di pensare.
Possiamo accorgerci di avere paura quando l’organismo
ha già cambiato funzionamento.
La regolazione può precedere la consapevolezza
Una risposta automatica
Comandi che non diamo noi

Cuore che batte forte, mani sudate, respiro diverso: ce ne accorgiamo, ma non siamo noi a impartire questi comandi. Il sistema nervoso integra le informazioni e coordina le risposte.

Ciò che già sappiamo
Il corpo non è l’esecutore passivo di ciò che decidiamo consapevolmente.
Cosa succede alle funzioni
Una redistribuzione delle priorità

Durante una risposta acuta non tutte le funzioni hanno la stessa priorità:

il cuore lavora di piùil respiro sostiene gli scambi gassosila circolazione cambia per distrettile pupille si dilatanola sudorazione aumentala digestione rallenta
Adattarsi non significa fare tutto di più: significa modificare ciò che serve, quando serve.
Oltre la formula
Non soltanto «lotta o fuga»

Fight or flight è una formula utile, ma non descrive tutta la complessità. Davanti a una richiesta improvvisa possiamo correre, affrontare, immobilizzarci per un istante, aumentare la vigilanza o cambiare comportamento.

La risposta biologica
Non impartisce un unico comando: prepara l’organismo a rispondere. Il come dipende da situazione, esperienza e caratteristiche della persona.
Quando lo stressor persiste: l’asse HPA
Una seconda risposta, più lenta
01
Ipotalamo
Rilascia segnali che stimolano l’ipofisi.
02
Ipofisi
Produce ACTH, che raggiunge le ghiandole surrenali.
03
Corteccia surrenale
Produce glucocorticoidi, tra cui il cortisolo.
Più lenta della risposta simpatica, sostiene l’adattamento quando la richiesta non si esaurisce subito.
Il passaggio di ritorno
Quando la risposta si conclude

Una risposta acuta efficace non resta attiva all’infinito. Quando lo stressor finisce, l’organismo riduce l’attivazione e torna verso il recupero.

Altrettanto importante della mobilitazione
Non basta saper attivare una risposta: bisogna anche poterla ridurre quando la richiesta è terminata.
La flessibilità
Il ciclo completo
01
Mobilitazione
02
Risposta
03
Riduzione dell’attivazione
04
Recupero
Non è restare sempre calmi, né sempre pronti: è cambiare assetto quando cambiano le condizioni.
Il significato per il lavoro estetico
In cabina

Una persona che entra con il respiro rapido, più tensione o un po’ di agitazione non sta necessariamente manifestando un problema clinico: può essere attivata da ciò che ha vissuto o che sta per affrontare.

L’estetista non stabilisce la causa
Né interpreta il significato psicologico dei segnali. Osserva, ascolta e adatta il proprio modo di lavorare.
Dentro l’esperienza del trattamento
Cosa aggiunge, cosa aiuta
Richieste aggiuntive
Ritmo brusco, comunicazione incalzante, rumori inutili, temperatura sgradevole, pressione commerciale insistente.
Un contesto favorevole
Chiarezza, rispetto, prevedibilità del gesto, buona comunicazione, attenzione al comfort.
Favorire condizioni favorevoli non significa controllare la fisiologia dell’altra persona.
L’estetista non «spegne il simpatico»: comprende ciò che osserva.
Il principio KEMEN®
Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
Attivarsi,
poi tornare.
Una risposta acuta è sana
quando può concludersi.