Un organismo non può restare perennemente orientato verso la mobilitazione e il consumo di energia.
Il parasimpatico non si attiva solo nella calma assoluta, e non si accende nel momento esatto in cui il simpatico si spegne. La fisiologia non è binaria.
A riposo il corpo non ha bisogno della pressione e della frequenza cardiaca necessarie durante uno sforzo o un momento di tensione. Ridurle, quando è il momento, significa adattarsi alle richieste.
Se l’organismo può dedicarsi alla nutrizione, l’attività parasimpatica favorisce la motilità dell’intestino e le secrezioni digestive.
Ma la digestione è un processo complesso: impulsi nervosi, segnali ormonali, attività locali e condizioni metaboliche collaborano. Il parasimpatico partecipa, non controlla da solo.
Un trattamento non avviene in un corpo passivo. Mentre lavori sulla pelle, l’organismo continua a ricevere informazioni: il contatto, la temperatura, la posizione del corpo, i suoni, la luce e la relazione con chi sta effettuando il trattamento.
L’estetista non può «attivare il parasimpatico» a comando, e non tutte le persone rispondono allo stesso modo. Non usa il sistema autonomo come strumento terapeutico e non legge le risposte come segnali diagnostici.