Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
Il sistema nervoso
parasimpatico
Il secondo movimento della regolazione:
digerire, recuperare, conservare.
Dopo la mobilitazione
Non si può restare sempre mobilitati

Un organismo non può restare perennemente orientato verso la mobilitazione e il consumo di energia.

Per vivere nel tempo deve anche poter
Ridurre l’attivazione, favorire la digestione, recuperare le risorse e mantenere le funzioni interne compatibili con la continuità della vita.
Una delle componenti principali del sistema autonomo
Una regolazione orientata al recupero
Digestione
Orientare le risorse verso la nutrizione.
Recupero
Ricostituire ciò che è stato speso.
Conservazione
Risparmiare energia quando non serve spenderla.
Partecipa alle condizioni in cui il corpo può orientare in sicurezza le proprie risorse.
Attenzione
Non un interruttore

Il parasimpatico non si attiva solo nella calma assoluta, e non si accende nel momento esatto in cui il simpatico si spegne. La fisiologia non è binaria.

Un equilibrio dinamico
Il sistema autonomo rimodula di continuo la propria attività: il parasimpatico coordina le funzioni che diventano prioritarie quando non serve una risposta difensiva o motoria immediata.
Il parasimpatico può ridurre la frequenza cardiaca,
adattando il ritmo del cuore alle esigenze del momento.
Il cuore e la frequenza cardiaca
Nessun sistema «buono» o «cattivo»
Che cos’è una buona regolazione

A riposo il corpo non ha bisogno della pressione e della frequenza cardiaca necessarie durante uno sforzo o un momento di tensione. Ridurle, quando è il momento, significa adattarsi alle richieste.

La buona regolazione non tiene un parametro sempre alto o sempre basso: lo modifica quando serve.
La digestione
Quando non c’è un’emergenza.

Se l’organismo può dedicarsi alla nutrizione, l’attività parasimpatica favorisce la motilità dell’intestino e le secrezioni digestive.

Ma la digestione è un processo complesso: impulsi nervosi, segnali ormonali, attività locali e condizioni metaboliche collaborano. Il parasimpatico partecipa, non controlla da solo.

Molte funzioni biologiche sono il risultato
dell’interazione tra più sistemi.
Un principio cardine della PNEI
Una scorciatoia utile, ma non sufficiente
Non è il sistema del «relax»
Leggere in poltrona
Con una moderata attività simpatica comunque presente.
Mangiare parlando
Consumare un pasto mentre si è coinvolte in una conversazione.
Dormire
Con continue oscillazioni della regolazione cardiaca e respiratoria.
Nessun sistema è mai del tutto «spento» o «acceso»: simpatico e parasimpatico cooperano di continuo.
Il significato per il lavoro estetico
Un corpo che non è fermo

Un trattamento non avviene in un corpo passivo. Mentre lavori sulla pelle, l’organismo continua a ricevere informazioni: il contatto, la temperatura, la posizione del corpo, i suoni, la luce e la relazione con chi sta effettuando il trattamento.

Queste informazioni entrano nel contesto in cui l’organismo continua a regolarsi.
Più favorevole alla calma e al benessere percepito
Ciò che rende il contesto favorevole
Una cabina confortevole
Con una temperatura adeguata.
Un contatto rispettoso
E un ritmo dei gesti non brusco.
Una relazione che dà sicurezza
Professionale, chiara, accogliente.
Il confine KEMEN®
Che cosa non significa

L’estetista non può «attivare il parasimpatico» a comando, e non tutte le persone rispondono allo stesso modo. Non usa il sistema autonomo come strumento terapeutico e non legge le risposte come segnali diagnostici.

Che cosa significa, invece
Il modo in cui una persona vive il trattamento fa parte del contesto in cui il suo organismo si regola.
La fisiologia non serve a promettere una risposta biologica.
Serve a comprendere meglio il corpo con cui stai lavorando.
Lo Sguardo KEMEN®
Come un sintonizzatore
Un equilibrio che cambia continuamente
Durante lo sforzo
Alcune funzioni hanno la priorità.
Durante la digestione
Altre funzioni diventano prioritarie.
Durante il sonno
L’organismo ridisegna ancora la sua mappa interna.
Nessuna configurazione è «giusta» in assoluto: il valore sta nella possibilità di passare dall’una all’altra.
Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
La forza
della flessibilità.
Rispondere all’ambiente senza perdere
la propria organizzazione interna.