Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
Il sistema nervoso
simpatico
Quando il corpo deve mobilitare le proprie risorse.
Il sistema simpatico
Una componente della rete

Il sistema nervoso autonomo regola di continuo le funzioni interne dell’organismo. Non è un interruttore acceso o spento: il corpo cambia assetto in base alle condizioni del momento.

La domanda da cui partire
Che cosa succede quando l’organismo deve affrontare in fretta una richiesta che esige attenzione, energia e prontezza d’azione?
Davanti a una situazione percepita come minacciosa
In una frazione di secondo
Il cuore
La frequenza cardiaca aumenta.
Il respiro
La respirazione si fa più rapida.
I vasi
Rimodulano il proprio calibro.
L’energia
Più energia subito spendibile.
La vigilanza
Si orienta su ciò che è prioritario.
Non serve decidere di prepararsi all’azione: l’organismo lo fa da sé.
Il simpatico non si limita a «far accelerare il cuore».
La parola chiave è mobilitazione.
Mobilitare e redistribuire le risorse
Una risposta coordinata
Più funzioni cambiano insieme.

Cuore, circolazione, respirazione, sudorazione e metabolismo possono essere coinvolti contemporaneamente.

Se il corpo cambiasse una funzione alla volta, reagiremmo in modo pericolosamente lento. È questa coordinazione a rendere efficace l’adattamento.

Già incontrata
La logica circolare della regolazione
01
Rilevare
Un cambiamento viene rilevato.
02
Elaborare
L’informazione viene elaborata.
03
Rispondere
L’organismo modifica le proprie risposte.
04
Nuovi segnali
La nuova condizione modula i passi successivi.
Regolazione → mobilitazione → adattamento → possibilità di cambiare assetto.
Gli effetti più conosciuti
Il cuore e il respiro

Il simpatico aumenta la frequenza e la forza della contrazione cardiaca, per sostenere la richiesta di sangue e ossigeno dei tessuti impegnati nell’azione.

Anche la respirazione si modula subito: la ventilazione si intensifica per favorire gli scambi gassosi e le richieste metaboliche dello stato di allerta.

Un punto cruciale
Redistribuire, non accendere tutto
Alcuni distretti ricevono di più
In certi territori il flusso di sangue può aumentare.
Altri vengono ridimensionati
La digestione, per esempio, può ridursi: non è urgente quando bisogna scattare o difendersi.
Il simpatico non attiva ogni organo: dà priorità a ciò che serve in quel momento.
Evitiamo un’altra semplificazione
Non solo pericolo

Il simpatico non entra in funzione solo davanti a un pericolo. Partecipa anche a tanti momenti quotidiani: l’esercizio fisico, l’attenzione nello studio o nel lavoro, una prova emotivamente impegnativa, uno sbalzo di temperatura.

Non c’è un confine netto tra «situazione normale» e «attivazione simpatica»: l’attività cambia di continuo.
L’attivazione simpatica, di per sé, non è negativa.
È una funzione fisiologica vitale e insostituibile.
La risposta non è il problema
Una funzione da proteggere
Senza questa risposta

Senza la possibilità di mobilitare in fretta le energie, l’organismo faticherebbe a correre, a reagire agli imprevisti, a sostenere uno sforzo, a restare vigile.

La questione interessante è un’altra
Quanto a lungo resta accesa, quanto spesso viene sollecitata e come l’organismo riesce poi a ridurla e a cambiare regolazione.
Due tasselli della vita
Il movimento complementare
Mobilitare
Il simpatico contribuisce a mobilitare le risorse per affrontare una richiesta.
Recuperare
Altri meccanismi favoriscono digestione, recupero e conservazione delle risorse.
Non c’è un sistema «buono» e uno «cattivo»: conta la capacità di passare da una condizione all’altra.
Basi scientifiche · Metodo KEMEN®
Mobilitare,
poi cambiare assetto.
È questa capacità di passaggio
a dare senso alla regolazione autonoma.